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02

apr

Thomas Cheval: intervista su ListoneMag

  • Dithomas cheval

Intervista dalla rivista online ListoneMag. Per visualizzare l’articolo originale clicca qui.

Confesso di non averci fatto troppo caso, il giorno che Thomas Cheval mi ha chiesto l’amicizia su Facebook oltre un anno fa. Toh, un ragazzo che canta e suona il piano, ha una faccia simpatica, chissà se è anche bravo. Tempo dopo l’ho rivisto sulle pagine di qualche giornale locale, suonava ad una serata di beneficenza, poi ad un concorso, un altro ancora, una vittoria, una menzione e così via. Deve avere talento, questo Thomas.

Un mese fa sto guardando le “blind audition” di The Voice, il talent show canoro di Rai Due. Ammetto di seguire ogni anno soltanto le prime fasi di questo show tv, le audizioni al buio appunto, quando dei perfetti sconosciuti si presentano davanti a 4 sedie girate di spalle su cui siedono altrettanti giudici, cantano e suonano un pezzo a piacere e questi ultimi possono girarsi se rimangono colpiti dalla sua voce e dal suo stile, decidendo così di inserire il musicista nella propria squadra. Ecco che quando meno me lo aspetto sento di nuovo questo nome: Thomas Cheval, di Ferrara, 17 anni, studia il pianoforte dall’età di 5 anni.

Pochi minuti bastano a Thomas per incantare la platea tv e in studio: l’esecuzione di Mad World, nella cover di Gary Jules resa famosa dal film Donnie Darko convince Piero Pelù prima, poi Noemi infine anche Roby Facchinetti padre e figlio, che si girano curiosi di scoprire quella voce così particolare.

Thomas sceglierà di affidarsi nelle mani di Noemi per proseguire il suo cammino a The Voice, dove stasera 1 aprile sarà di scena per la prima sfida contro un compagno di squadra ad esclusione diretta.
Nel frattempo ormai affascinato e curioso di saperne di più lo contatto per un’intervista ma scopro che è diventato un vero vip: Rai Due mi impone solo una telefonata, nonostante Thomas nel mentre sia rientrato per un breve periodo a Ferrara, il tutto verrà registrato e non potremo chiedere dettagli e retroscena sulla trasmissione tv. Niente foto per tutelarne l’immagine, ma ci viene concesso di usare quelle disponibili su Facebook. Thomas è d’improvviso popolare e catapultato nel crudele mondo della tv: è il suo momento ora.

Spaventato Thomas? Hai l’aria di una persona tranquilla e timida!
La sera dell’esibizione ero davvero stressatissimo, con un palco del genere e l’ansia di dover convincere quattro coach davanti a milioni di spettatori… Non ero abituato. Quando ho messo le mani sul pianoforte però anche se tremavo ho pensato che in fondo è quello che mi piace fare da sempre e le cose sono andate bene.

Hai cantato davvero bene, anche per l’orecchio esperto di chi ti ha giudicato.
Più o meno… potevo fare molto meglio, evitare certe note stonate… ma un po’ di emozione ci stava. E’ già buona che non sia svenuto sul palco!

Come mai hai scelto proprio Noemi come coach? Se ho capito bene speravi un po’ si girasse e l’avresti voluta ancora prima di salire sul palco?
Speravo in Noemi perché sarebbe stato più semplice a livello musicale: se finivo nel team di Pelù visto che a me piace il soul, il jazz e il blues mentre lui è un rockettaro ci saremmo capiti poco… Per fortuna si sono girati quasi tutti e ho potuto scegliere chi preferivo!

Thomas, come sei finito in Rai a The Voice? Hai fatto un salto notevole dai festival locali alla ribalta televisiva!
Ero in concorso al Tour Music Fest, un concorso importante con Mogol come presidente di giuria, ma sono arrivato solo in semifinale. Tornato a casa dopo qualche giorno mi hanno chiamato da The Voice perché mi avevano sentito e mi  hanno proposto di fare dei provini a Milano. Sono stato fortunato!

Quando hai iniziato a suonare?
Mia nonna era una pianista, quando andavo a casa sua giocherellavo con il suo pianoforte, mi faceva fare delle scale per esercizio, vedeva che ci rimanevo delle ore affascinato. Poi a 5 anni mio padre ha comprato una tastiera giocattolo con cui ho passato giorni ad esercitarmi, prima di essere affiancato dal maestro Corrado Calessi. La mia famiglia quindi mi è sempre stata vicina e mi ha sostenuto perché studiassi fin da piccolo. Poi a 12 anni ho deciso di buttarmi su qualcosa di più moderno e mi sono iscritto alla Scuola di Musica Moderna dove studio con Ricky Scandiani.

Qual è il gotha musicale di Thomas?
I miti tipo Ray Charles, Duke Ellington, per il canto Paolo Nutini. Speriamo di vederlo a Ferrara sotto le stelle quest’estate!

È vero che una delle tue aspirazioni è quella di diventare compositore di musica da film?
Mi sarebbe piaciuto molto, ma da quando ho iniziato a cantare ho messo da parte questo sogno: ora è meglio cogliere l’occasione di The Voice… L’anno scorso ho fatto un provino per la colonna sonora de Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores. Ho mandato dei pezzi che avevo nel cassetto ma mi hanno scartato spiegandomi che accettavano solo maggiorenni. Probabilmente non hanno nemmeno ascoltato il materiale.

Il tuo nome non nasconde origini francesi, come mai vivi a Ferrara?
Mio padre è francese, mia mamma italiana, io sono nato e ho sempre vissuto a Ferrara. Ogni tanto torno in Francia a trovare una parte della famiglia, siamo originari del sud, un villaggio vicino a Marsiglia.

Cosa studi oltre a pianoforte e canto?
Il tempo per la scuola ultimamente è sempre meno purtroppo, devo ammettere di avere un rendimento scolastico altalenante. Frequentavo l’Istituto Carducci ma dalla terza ho cambiato e ora sono iscritto al Liceo Ariosto, indirizzo linguistico.

I tuoi compagni di classe ti aspettano e fanno il tifo per te sui social network: cosa significa essere popolare alla tua età? Può essere il sogno e l’incubo di qualunque ragazzo a scuola essere improvvisamente noto a tutti.
Pensa che mi hanno addirittura messo su una pagina Facebook stupidissima che raccoglie i “vip” giovani di Ferrara… ma son cose per ridere e note solo tra adolescenti e studenti. Tra i corridoi a scuola a volte capita di incrociare una ragazza che mi riconosce… ma non mi sento qualcuno di famoso in realtà, potrei essere eliminato anche stasera, diventare una delle tante meteore della tv.

Ti piace Ferrara, la trovi a misura di musicista o speri di andare all’estero prima o poi a cercare fortuna?
Ferrara è una città fantastica anche per suonare, perché anche se piccola ci sono diversi locali ed eventi dove esibirsi. Mi chiamano spesso per delle serate oppure vado io stesso a propormi con demo e biglietti da visita in mano. In ogni caso spero di andare a New York prima o poi, è l’ideale per il genere che faccio!

Adesso cosa succede? Quali sono le prossime tappe dello show?
La prossima tappa è la Battle di questa sera (1 aprile): due cantanti che si sfidano sul “ring” e duellano cantando. Siamo dello stesso team e Noemi sceglierà chi dei due mandare avanti e chi mandare a casa. Quello eliminato può essere “rubato” da uno degli altri coach ed avere dunque una seconda chance se lo ritengono meritevole. O si va avanti, o si cambia casacca, o si torna a casa!

The Voice andrà avanti fino a giugno. Quali progetti ti attendono al rientro?
Non ho preso nessun impegno al momento, dipende molto da come andrà a finire… continuerò sicuramente a suonare ma è tutto molto relativo. Se arrivo in fondo la mia vita cambierà un po’ ritmi, in caso contrario vedremo quali opportunità mi verranno offerte… speriamo bene!

Appuntamento dunque a questa sera, con il fiato sospeso a seguire e tifare Thomas per la sua prima sfida, alle 21.10 tutti davanti alla tv. Dietro infatti non si vede niente, come diceva quella vecchia battuta.