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True Story

Thomas Cheval, 19 anni, italo-francese.

Per convenzione e con una certa forma di rassegnazione, arrivo oggi alla maturità linguistica. Ma non è questo che importa.
A un freddo elenco di eventi che potrei enumerare, facilmente reperibili sul mio sito www.thomascheval.it, preferisco dare qualche informazione essenziale sul perché del percome mi trovo a scrivere una biografia, a 19 anni le cose sono poche, oppure tante, questione di punti di vista.

Quello che ha cambiato la mia vita, quasi prima che iniziasse, è il pianoforte.

5 anni, le mani ancora troppo piccole per arrivare a tutti gli accordi. Non ho più smesso. Forse mi sono perso qualcosa, dirà qualcuno, all’età in cui la maggior parte dei miei coetanei correva sudato dietro ad un pallone, o, altrettanto sudato dietro a qualche ragazzina, io suonavo. Suonavo ovunque. Nella mia testa, mentre ero a scuola. A tavola, con le posate. Nella mia camera, da solo. Da mia nonna, che mi bacchettava – affettuosamente – le dita quando sbagliavo le scale.

Cantare è venuto da sé, il giorno che mi è parso interessante mettere delle parole sulla mia musica.

Per scherzo, o per sfida, sono iniziate le prime timide partecipazioni a piccoli eventi cittadini. Già, la timidezza…mi ha accompagnato per anni, ma le sono grato, ha dato ad ogni piccolo passo il gusto della conquista. Oggi c’è ancora, ma addomesticata, sa stare al suo posto, mi tiene con i piedi per terra. Come tanti, ho migrato di locale in locale, ho suonato per strada e alle feste, nei garages e nelle piazze, ho avuto una, due, dieci band. Quella mattina, quando ho risposto al telefono, ho pensato ad uno scherzo, e ho riattaccato. Dopo pochi minuti il telefono ha suonato di nuovo, The Voice of Italy, cercavo Thomas Cheval.

E’ iniziata così l’avventura che mi porta a formulare oggi queste righe.

E’ stato un percorso lungo, faticoso, formativo, fantastico. A chi scredita i talent e chi ci partecipa, posso solo dire che, nel bene come nel male, ho imparato tanto, e non solo musicalmente. A 17 anni sono piombato in un mondo complesso, incontrato persone di ogni tipo, ho lottato contro la mia timidezza, ho cantato generi ai quali non pensavo neppure lontanamente. Sono arrivato in finale, nel team di Noemi.

E questo è stato l’incontro più bello. Perché sì, anche in questo ambiente ci sono persone belle.

Il dopo The Voice è, logicamente, tutto in salita. Una bella salita. Perché The Voice è, sia chiaro, un punto di partenza. Per scrivere un album. Per collaborazioni e contaminazioni di pregio. Per suonare in eventi più importanti. Per portare in giro la propria musica.

E lo spettacolo che, già da prima la trasmissione, mi aveva toccato il cuore, Più di Prima:

Ecco, Più di Prima, è la frase che riassume la mia condizione attuale.
Sono un ragazzo fortunato, perché vivo il mio sogno.

Come si usa fare, qualche link utile:

https://www.youtube.com/c/ThomasChevalOfficial
https://www.facebook.com/Thomas-Cheval-pianoforte-281008941963872/?fref=ts